Tempesta

Cammino per le strade del porto, deserte in questa gelida alba invernale. Il vento pare voglia tagliarmi via il viso a pezzettini, abbasso il capo coperto dal cappuccio della giacca a vento e procedo.
Arrivo sul molo, contro il quale le onde  si infrangono spargendo spruzzi di acqua ghiacciata e riempiendo l’aria di un odore salmastro. Guardo il cielo turbolento che lentamente sta rischiarando, senza rendere meno minacciose le nuvole che il vento trascina rapidamente sopra la mia testa.
Pioverà, tra poco pioverà, lo sento dall’aria, aria di tempesta,  lo confermano i gabbiani che volano sempre più bassi sul mare.

Mai come in questo momento le condizioni climatiche somigliano al mio stato d’animo. Guardo le acque, minacciose ma affascinanti, forse lì sotto, in fondo al mare, tutto è tranquillo e le intemperie non fanno sentire la loro voce. Forse anche io vi troverei tranquillità. Forse …

 

tempesta
(Foto scaricata da WEB)
Non cado in tentazione, torno sui miei passi e mi allontano da quegli ipnotici gorghi, per cercare un angolo dove trovare riparo in attesa che tutto passi. Perché tutto passa, e domani il sole splenderà di nuovo, anche dentro di me.
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