Taste of Rome

Nato alcuni anni fa con lo scopo di avvicinare i romani all’alta cucina, è una kermesse che raccoglie la maggior parte degli chef stellati (e aspiranti tali) della capitale.

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L’iniziativa è molto interessante, ma secondo me (che l’ho frequentata in tutte le sue edizioni) è diventata via via meno conveniente e appagante. In particolare nell’ultima edizione, svoltasi a fine settembre 2017, ho riscontrato un significativo aumento generalizzato dei prezzi per degli assaggini (e quando parlo di assaggini intendo proprio …ini) , serviti in piatti di carta. Per di più, rispetto al passato, diversi piatti mi sono sembrati banali e (mi auguro per loro) non rappresentativi di una cucina elaborata e di livello.

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Resta la possibilità di assaggiare piatti di tipologie diverse e ideati da mani sapienti, ma francamente tra biglietto di ingresso, costo dei piatti e delle bevande, scomodità e carenza di tavolini dove sedersi, credo che quella appena terminata sarà la mia ultima esperienza a Taste of Rome.

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Riso venere con vongole e pesce spada

Volevo fare un primo che si potesse mangiare tiepido, e così ho pensato al riso venere. Riso che è stato creato una quindicina di anni in Italia fa incrociando una pianta asiatica di riso nero con una varietà bianca italiana. Di fatto è un riso integrale con alto contenuto di fibre, che ormai si trova sugli scaffali dei supermercati (e costa più di un riso tradizionale).

Per insaporire il riso ho pensato di usare delle vongole e, non volendo cucinare anche un secondo, vi ho aggiunto del pesce spada. Ecco cosa ho utilizzato e come ho proceduto:

Ingredienti (per 4 persone)

Riso Venere: 300 g.
Vongole: 1 kg
Pesce spada: 300 g (due tranci)

e poi: prezzemolo tritato, zenzero (fresco), olio, sale, pepe

Preparazione

Per prima cosa ho messo su una pentola con abbondante acqua, quando è arrivata a bollore ho aggiunto il sale (con moderazione) e quindi il riso. Tenete presente che il riso venere tiene benissimo la cottura, e qualche minuto in più di quanto consigliato (nel mio caso rispetto ai 18-20 minuti suggeriti ne ho fatti passare 25-26). Mentre il riso cuoceva, in una padella a bordi alti ho scaldato dell’olio e vi ho versato le vongole, coprendo poi la padella con un coperchio per aumentare la temperatura interna. Pochi minuti e le vongole si sono aperte. Le ho via via private del guscio e messe a riposare in una scodellina tenendone alcune con il guscio per decorazione. Ho sbucciato lo zenzero e l’ho grattugiato servendomi di una normale grattugia per il parmigiano, raccogliendo in un piatto sia il liquido che fuoriusciva sia le fibre che man mano si staccavano. Infine ho tagliato i due tranci di pesce spada a dadini, pronti per essere scottati in padella.

Quando il riso ha raggiunto una cottura al dente (non meno di 25 minuti), l’ho scolato ben bene, e versato in una zuppiera capace, ho aggiunto le vongole sgusciate, un po’ di olio ed il succo ottenuto strizzando lo zenzero tritato (in alternativa allo zenzero si può usare del succo di limone, ma il sapore del limone è più invasivo), del prezzemolo tritato e ho mescolato lasciando poi riposare pochi minuti. Nel frattempo in una padella con un po’ d’olio ho saltato i dadini di pesce spada condendoli con sale e pepe secondo il gusto personale.

A questo punto si tratta solo di impiattare: con un coppapasta ho creato al centro del piatto un tortino di riso venere con le vongole, sopra il quale ho adagiato un paio di cucchiai di pesce spada. Tutto intorno ho disposto le vongole con il guscio, e rifinito il piatto con del l’altro prezzemolo tritato ed un giro di olio.

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Genitori e figli

Non è facile essere figli, ed è ancor più difficile essere genitori. Posso dirlo per esperienza diretta essendo stato entrambe le cose … o meglio essendo stato figlio ed essendo ancora genitore.

La riflessione mi è venuta leggendo un articolo sulla sentenza del TAR di Torino che ha riconosciuto come valida una bocciatura di uno studente della seconda superiore (quindi probabilmente di circa 16 anni) a causa di un 5 in condotta, bocciatura che era stata contestata dai genitori.

Ora, io capisco che si possa essere un po’ protettivi verso i propri figli, ma bisogna anche provare ad essere oggettivi. Quando nel verbale dell’istituto si scrive che  l’allievo si è reso protagonista di aggressioni verbali, vandalismi ed addirittura a sputare in faccia ad un professore … beh, forse invece di ricorrere al TAR i genitori avrebbero dovuto riconoscere che una bocciatura poteva essere un modo per tentare di raddrizzare una pianta che stava crescendo troppo storta!

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L’intrusa

Napoli, ma potrebbe essere la periferia degradata di una qualsiasi grande città, ed un centro ricreativo per bambini che è probabilmente una isola felice in un oceano di desolazione, abbandono e degrado.

Questa l’ambientazione della storia narrata con toni asciutti, anche troppo, una storia che viene descritta senza lanciare nessun messaggio morale, senza stare da una parte o dall’altra. Una storia in bilico tra accettazione e diffidenza che mette a nudo aspetti molto intimi dell’animo umano, e che apre una serie di interrogativi sulla applicazione dei principi sempre e comunque o la loro mediazione con il filtro del realismo.

Ottima l’interprete principale ben coadiuvata da molti visi chiaramente di non professionisti, e bravo il regista a coordinare gli interpreti, grandi e soprattutto piccoli, per tirare fuori delle interpretazioni realistiche ed emozionanti.

intrusa

Non svelerò come andrà a  finire, tra le mamme dei bambini che frequentano il centro ricreativo e la mamma nuova arrivata, l’intrusa appunto, che rappresenta una anomalia nella sua doppia veste di vittima e, sia pure indirettamente, di carnefice. Ma si sa, in queste situazioni alla fine non vince nessuno, neanche chi pare che abbia vinto.

 

Paccheri con funghi galletti

Torno a casa stanco morto, dopo una giornata di lavoro, e mi trovo sul ripiano della cucina una busta con due etti abbondanti di funghi galletti. Cosa farci senza cenare troppo tardi? Della pasta, ovviamente. E così è venuta fuori questa versione di paccheri  molto veloce ma saporita.

Ingredienti (per 2 persone)

Funghi galletti 250 g.

Pomodori pachino (quelli avevo in casa)  150 gr.

Paccheri giganti 200 gr.

poi: olio, sale fino , sale grosso, peperoncino e aglio

Preparazione

Innanzitutto ho sciacquato molto velocemente i funghi sotto l’acqua corrente, poi li ho tagliati in 3-4 pezzi ciascuno. In una padella abbastanza capiente da poterci saltare la pasta ho fatto andare dell’olio con due spicchi di aglio ed una punta di peperoncino, e quando l’aglio ha cominciato ad imbiondire ho aggiunto i galletti ed un pò di sale fino e li ho fatti cuocere per una decina di minuti a fuoco medio.  Nel frattempo ho lavato i pachino e li ho tagliati a metà, per poi aggiungerli ai funghi per continuare a cuocerli per altri 7-8 minuti, fino ad ottenre un bel sughetto che ho aggiustato di sale e privato dei due spicchi di aglio (se il sugo dovese restringere troppo aggiungere dell’acqua calda, casomai presa dalla pentola della pasta)

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In una pentola ho portato ad ebollizione l’acqua, l’ho salata e calato i paccheri, aspettando che arrivassero quasi a cottura. Un minuto prima che fossero cotti (secondo il mio gusto) li ho scolati e li ho mantecati a fuoco vivace nella padella con il sugo e poi … a tavola!

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Per iniziare

L’idea iniziale che avevo in mente quando ho scelto il titolo del blog era di creare un archivio delle ricette che avrei provato a  fare. Ma adesso che sono davanti alla tastiera, capisco che invece vuole essere un diario, che parlerà di cucina, ma anche dei molto altro.

viaggio

(immagine scaricata da WEB)

Che il viaggio abbia inizio.