The place

Dopo un film amatissimo e di successo come “Perfetti sconosciuti”, per Paolo Genovese era difficile ripetersi. Non a caso ha lasciato la commedia per un tema più drammatico, proprio per evitare ( a mio avviso) un confronto che sarebbe stato molto scomodo.

Accolto con freddezza alla festa del cinema di Roma, e molto criticato da diversi siti cinematografici, secondo me non è un capolavoro ma è un film più che dignitoso.  C’è chi ha fatto un paragone con la serie americana originaria da cui è tratto (The booth at the end) , e criticato la performance di Valerio Mastrandrea cui mancherebbe l’aria “mefistofelica” dell’originale. Invece a me è piaciuto proprio l’approccio “rassegnato” di chi fa uno “sporco mestiere” che però qualcuno deve fare. Non a caso uno degli scambi di battute più significativi secondo me è il seguente:

“Lei è un mostro!”

“No, io nutro i mostri!”

Insieme a quello che dice ad un tratto una dolce vecchina “Ognuno di noi ha un lato oscuro, cattivo, e vive nel terrore di tirarlo fuori. Io credevo ormai di non correre più questo pericolo, ma mi sbagliavo”

Un film coraggioso, molto teatrale come ambientazione (tutto il film si svolge all’interno di un bar, anzi intorno al tavolino in fondo al bar), che pone interrogativi profondi e con risposte che possono essere variegate, ed un finale che è in linea con tutto l’andamento del film ma non sorprendente. Gli si può forse imputare una sceneggiatura non sempre fluida e con alcuni personaggi meno solidi di altri, ma di certo è un film che vale la pena di essere visto (e per un film italiano, non è poco).

the place

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Per favore stai zitta!

Bella sei bella, o almeno così a me sembri, ed hai lo sguardo giusto, l’abbigliamento giusto, il fisico giusto. E cerchi esattamente ciò che, specularmente, cerco io. Tutto perfetto, quindi, tutto combacia, però … per favore stai zitta, che quando parli, con la tua terribile inflessione dialettale, con i verbi sempre declinati nei  tempi sbagliati (ma te l’hanno insegnata la differenza tra congiuntivo e condizionale?) mi passa qualunque voglia.
E ti prego, se proprio devi scrivere, ricordati che non hai più 15 anni, e che solo a quella età è ancora permesso di violentare la lingua italiana abusando di “k” e di sigle non previste dal vocabolario italiano Zanichelli!
lingua

Antonia Masanello

Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Antonia Masanello! Eppure è una eroina del Risorgimento Italiano. Ma quando si parla di quel periodo storico, i nomi che vengono in mente sono tutti maschili. Al massimo si cita Anita, la compagna di Garibaldi, mentre in pochi conoscono invece la donna di cui voglio parlarvi.
Figlia di contadini, fin da giovanissima insieme al suo futuro marito aiutò chi scappava dal regno astro-ungarico  per trovare rifugio in Piemonte, e quando seppe che Garibaldi stava organizzando una spedizione in Sicilia si recarono entrambi a Genova per arruolarsi. Quando arrivò a Genova il  “Piemonte” ed il “Lombardo” erano già partire verso Marsala, ma loro si imbarcarono poche settimane dopo con una spedizione di rinforzo e raggiunsero  i Mille a Salemi subito dopo la Battaglia di Calatafini. Lì Antonia si arruolò con il nome di Antonio Marinello (il cognome del marito di cui si finge il fratello)  e venne inquadrata nel terzo reggimento della Brigata Sacchi, facendosi tutta la campagna di liberazione del sud Italia.
(Immagine scaricata da WEB)
Quando tutto fu finito i piemontesi smobilitarono le camice rosse. Antonia conseguì i gradi di caporale e il “congedo con onore”  sempre come Antonio Marinello.  Lei e il marito tornarono a casa e  vissero in povertà finchè, colpita da tisi, la ragazza  morì nella primavera del 1862. Sepolta nel cimitero fiorentino di San Miniato, questo è il commovente epitaffio dettato dal poeta risorgimentale Francesco Dall’Ongaro :
“L’abbiam deposta, la Garibaldina
all’ombra della Torre di San Miniato
con la faccia rivolta alla marina
perché pensi a Venezia, al lido amato.
Era bionda, era bella, era piccina ma avea
cor di leone e di soldato.
E se non fosse che era donna
le spalline avria avute e non la gonna
e poserebbe sul funereo letto
con la medaglia del valor sul petto.
Ma che fa la medaglia e tutto il resto?
Pugnò con Garibaldi, e basti questo!”

Blade Runner 2047

Ho amato l’originale Blade Runner per cui non ho potuto esimermi dall’andare a vedere questo sequel.  E a questo punto dovrei esprimere il mio giudizio sul film.

Però c’è chi ha fatto, ben prima di me e con risultati eccelsi, una recensione che io condivido fino all’ultima battuta, quindi ve la mollo qui, buona lettura!

blade

 

 

 

 

Oggi

Oggi mi sento così, come una piazza vuota e solitaria, come una panchina inutilizzata.
Ma vorrei essere come questo gabbiano, che riesce ancora a volare sul mare blu.

Ostinazione

“Perchè mi ostino  a ragionare su questa avventura? Lascia che accada! Lascia che sia! Smettila di far resistenza prima ancora di cominciare! Sta accadendo ciò che doveva accadere! Fattene una ragione!”
A volte un breve paragrafo di un libro ti colpisce come  un pugnale. Sembra stato scritto apposta per te anche se sai che non è possibile. A volte nella vita, raramente, accadono delle cose impreviste, e a queste cose cerchi ostinatamente di dare una spiegazione logica: perchè è capitata, perchè proprio adesso e non ieri oppure domani, perchè in quel modo e non in un altro. Ti rifiuti di prendere atto che è capitata e basta. E’ capitata perchè doveva capitare, e l’unica cosa sensata da fare è non farsi domande e provare a viverla.
Ma l’uomo è fatto per farsi delle domande, anche quelle a cui sa che non è possibile dare una risposta definitiva. L’importante è riuscire comunque  a vivere questa cosa in attesa di capirla, in attesa di risposte che probabilmente non arriveranno mai!
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Sesso

No, no, tranquilli, non sto virando questo blog su argomenti hard, però volevo riportare alcune citazioni che ho trovato in giro, e che mi hanno fatto sorridere un po’ … ma anche meditare. Buona lettura!
  • Il sesso senza amore è un’esperienza vuota, ma fra le esperienze vuote è una delle migliori
  • Una notte d’amore magica inizia e finisce con un bacio
  • L’astinenza è una buona cosa, ma dovrebbe sempre essere praticata con moderazione
  • La donna ideale deve soddisfare l’anima, lo spirito e i sensi. Non trovando riuniti i tre requisiti nella stessa persona, è consentito il frazionamento
  • I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d’occhio, ma l’amicizia, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l’incantesimo dell’anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte