Silenzi

A volte si sta in silenzio perchè non si ha niente da dire, a volte si sta in silenzio perchè si hanno troppe cose da dire, perchè accadono troppe cose e non c’è il tempo di raccontarle.

Questa fine d’anno è abbastanza convulsa,  impegnativa, ma anche questa volta ce la faremo!

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Elezioni

Ero stato facile , troppo facile, profeta. In Sicilia a spoglio appena iniziato gli exit poll danno un testa a testa tra M5S e Centrodestra, con il PD che prende la metà dei voti dei suoi concorrenti mentre una coalizione di centrosinistra sarebbe stata abbastanza vicina ai primi due (senza considerare che a mio avviso una coalizione di centrosinistra credibile avrebbe attinto anche al partito dell’astensione). Ad Ostia (che se fosse una città sarebbe tra le prime 20 d’Italia in quanto a popolazione) il M5S al 30% ed la candidata del centrodestra al 26% andranno al ballottaggio, buon terzo il PD anche in questo caso con la metà dei voti mentre il centrosinistra unito avrebbe insidiato i primi due andando oltre il 20% e con una astensione  mostruosa.

Tra pochi mesi ci saranno le politiche e, pure  nella consapevolezza che sono una cosa diversa, il quadro complessivo è molto preoccupante, visto che anche in questo caso il PD rischia di correre da solo … e perdere.

Il PD

Lo ammetto, io ce l’ho con il PD. Ce l’ho con il PD principalmente perchè per un attimo a me, disilluso e scettico, ha fatto credere che una politica diversa era possibile. E’ stata una primavera interessante ma molto breve, e da tempo finita. Ciononostante la parte masochista che è dentro di me continua a sperare di essersi sbagliato … Inutilmente.
Ricordo ancora quando il PD a Roma candidò Rutelli: era evidente  a tutti (tranne forse al Gotha del PD) che avrebbe perso, che apparteneva al passato e che non aveva credibilità. Come è finita lo si sa, ci siamo beccati Alemanno.
O quando il PD si fece imporre, per propria incapacità, la Bonino come candidata alla regione (salvo poi giocare a perdere in una campagna elettorale sicuramente …  poco impegnata).
O quando decise di affossare il suo Sindaco (Ignazio Marino) che, con tutti i suoi difetti, cercava di fare il sindaco di Roma e non lo “yes man” del PD, con la conseguenza di regalarci la vittoria del M5S e della Raggi (incapacità ed immobilismo al potere).
E che dire di oggi? Per le elezioni nel municipio di Ostia ha deciso di giocare un’altra volta a perdere, e pur di non darla vinta alla “sinistra”  e incapace di individuare un candidato credibile su cui stipulare delle alleanze, corre da solo con Athos De Luca, politico di lungo corso che ha accettato di “sacrificarsi” ben sapendo che le probabilità a suo favore sono praticamente nulle. La lotta sarà tra la candidata M5S  Giuliana Di Pillo (che se le elezioni fossero avvenute un anno fa avrebbe vinto a mani basse, ma dopo quasi un anno e mezzo di M5S alla deludente guida di Roma è molto meno sicura)  e quella del centrodestra unito Monica Picca, che si contenderanno la vittoria finale al ballottaggio.
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I segreti erotici dei grandi chef

Con un titolo così, che racchiude in sè le mie due passioni (passate  o presenti), quando ho adocchiato questo libro non ho potuto fare a meno di comprarlo. Poi l’autore è Irvine Welsh, noto per Trainspotting, e questo è stato uno stimolo in più.
Ahimè, il libro non parla di segreti erotici di chicchessia, e solo marginalmente ci introduce ai grandi chef (e non certo per parlare della loro cucina), quindi le mie aspettative (assolutamente fondate sul nulla) sono state completamente disattese. Ciononostante, è una lettura interessante anche se non ortodossa.
I due giovani protagonisti, Danny e Brian, sono uno l’opposto dell’altro, quanto Brian è un bravo ragazzo, Danny è uno scavezzacollo. Però c’è qualcosa che li lega, qualcosa che si scopre ovviamente solo alla fine, mentre la storia si dipana richiamando alla mente Wilde ed il suo Ritratto di Dorian Gray. Sesso, droga e anche un po’ di cibo accompagnano il lettore in un viaggio nell’animo umano, facendoci capire che nessuno è esattamente ciò che crediamo, e che un lato oscuro è presente in ognuno di noi. Direi da consigliare, ma con prudenza 🙂

La gatta cenerentola

Chi come me è cresciuto nel culto della omonima opera teatrale messa in scena da Roberto De Simone con un gruppo di cantanti attori napoletani di livello eccelso (Peppe e Concetta Barra, Isa Danieli, Virgilio Villani tanto per citarne alcuni), si è avvicinato con diffidenza a questa trasposizione cinematografica in forma di graphic novel del racconto omonimo tratta da Lo cunto de li cunti di  Giovambattista Basile (siamo nel ‘600).

E invece tutto funziona alla perfezione, anche perchè il film non prova neanche a scimmiottare l’opera teatrale ma, pur trasferendo l’azione nel XX secolo ed in un contesto completamente diverso, riesce a mantenerne intatto lo spirito originale, regalandoci un’ora e mezza di emozioni.

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Merito certo degli sceneggiatori, ma anche delle tecniche di animazione utilizzate, al livello dei migliori esecutori americani e giapponesi, ed degli attori che prestano le loro voci ai vari personaggi.

Un film veramente da non perdere.

 

Sogni di Bunker Hill

Ultimo libro di John  Fante, scritto quando già stava male (anzi dettato alla moglie), ha ancora come protagonista Arturo Bandini. Libro strano per chi non conosce lo scrittore, rude, irriverente, iperbolico, che racconta la storia di Arturo che vuole diventare uno scrittore e   viene fagocitato nel folle mondo della Hollywood anni ’30 dove nessuno è veramente quello che è, ma non è neanche completamente diverso da quello che appare.

Con il suo stile crudo, a volte esagerato, assistiamo alle tragicomiche vicende lavorative  del protagonista, che si intrecciano con quelle personali ed amorose in un turbinio di eventi che coinvolge e non dà respiro al lettore.

fante

Un libro che si ama o si odia, ma se si ama fa venire voglia di leggere almeno gli altri che Fante ha dedicato al suo alter ego Arturo Bandini.