Cattivo gusto

La pubblicità è l’anima del commercio, ed ormai i lettori sono molto navigati ed è difficile far colpo su di loro. Questo spiega perchè i pubblicitari cerchino sempre idee nuove per stupire ed incentivare le vendite di un prodotto.

A volte però questa ricerca continua del colpo ad effetto si può ritorcere come un boomerang contro il prodotto stesso. E questo è secondo me il caso di una birra prodotta dal microbirrificio Deep Beer, cui è stato dato il nome di Deep Throat che forse voleva da una parte richiamare il birrificio e dall’altra sottolineare come sia facile berla in grande quantità. Fatto sta che l’unione delle due parole ha un chiaro significato sessuale.

Si può pensare che il nome sia sembrato divertente, goliardico, come è stato a suo tempo per il Punto G del birrificio “Il Birrone”, ma l’errore secondo è stato scegliere una etichetta estremamente esplicita, che ha reso il prodotto finale con un “packaging” non solo volgare  e becero, ma anche sessista in quanto guarda caso rappresenta una donna in atteggiamento esplicitamente prono come potete vedere.

birra

Ecco, io una birra così, fosse anche la migliore al mondo ed io stessi morendo di sete, avrei difficoltà a berla.

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ILVA

E’ scoppiata la grana ILVA, i sindacati minacciano lo sciopero ad oltranza, il ministro disdice all’ultimo minuto l’incontro con la Ancelor Mittal, la nuova proprietà, che a sua volta si dice sconcertata.

E’ il gioco delle parti, un gioco che ormai si conosce bene e che non dovrebbe sorprendere. La Ancelor Mittal voleva sedersi al tavolo della trattativa forte del suo piano industriale che prevede circa 4000 esuberi e la ridiscussione dei livelli salariali e del tipo di contratto da applicare nella nuova società (per intenderci, il cosiddetto “Job act”). 4000 esuberi che non andrebbero in mezzo alla strada, ma verrebbero utilizzati, almeno per i prossimi 5 anni (ma si sa, in Italia niente è più definitivo delle situazioni temporanee) dallo stato in attività relative alla bonifica dei siti inquinati dell’acciaieria.

ilva

(immagine scaricata dal WEB)

Sapete come andrà a finire? Che i sindacati sbraiteranno , la Ancelor Mittal accetterà di ridurre il numero di esuberi (che di certo ha gonfiato ad hoc) e proporrà un compromesso sui livelli salariali (per esempio, riconoscendo buona parte ma non tutto il contratto integrativo in essere). Così i sindacati potranno dire di aver ottenuto quasi due vittorie e faranno passare come inevitabile la applicazione delle leggi dello stato, ovvero del famigerato Job act, che assegna alla Ancelor Mittal la flessibilità(di licenziamento)  che le è indispensabile.

Vuoti

Non si riesce a capire veramente l’importanza di certe persone se non quando queste persone escono dalla nostra vita. E allora senti tutto il peso per averle trascurate, per non aver dedicato loro più tempo, anche se hai dedicato a loro tutto il tempo che ti era possibile, che eri in grado di dedicare.

barattoli

(immagine scaricata dal WEB)

Ed è paradossale che proprio ora che avresti più tempo quelle persone sono uscite dalla tua vita. E ti scopri a cercarle tra la folla. E ti scopri a cercarle in altri visi, in nuovi incontri, in nuove conoscenze, ma il raffronto è spesso impietoso.

Ma questa è la vita!

Genitori e figli

Non è facile essere figli, ed è ancor più difficile essere genitori. Posso dirlo per esperienza diretta essendo stato entrambe le cose … o meglio essendo stato figlio ed essendo ancora genitore.

La riflessione mi è venuta leggendo un articolo sulla sentenza del TAR di Torino che ha riconosciuto come valida una bocciatura di uno studente della seconda superiore (quindi probabilmente di circa 16 anni) a causa di un 5 in condotta, bocciatura che era stata contestata dai genitori.

Ora, io capisco che si possa essere un po’ protettivi verso i propri figli, ma bisogna anche provare ad essere oggettivi. Quando nel verbale dell’istituto si scrive che  l’allievo si è reso protagonista di aggressioni verbali, vandalismi ed addirittura a sputare in faccia ad un professore … beh, forse invece di ricorrere al TAR i genitori avrebbero dovuto riconoscere che una bocciatura poteva essere un modo per tentare di raddrizzare una pianta che stava crescendo troppo storta!

mabasta