Il gioco di …

Facciamo un gioco – propone Alberto a Stefania, mentre scorrono i titoli di coda di un vecchio film sullo schermo della TV.

Che gioco? – chiede lei sospettosa

Vieni e vedrai – risponde lui con un sorriso. Poi la prende per mano e la conduce in camera da letto, la fa sedere e prende dall’armadio una sciarpa scura di seta.

Cosa vuoi fare ? – gli chiede Stefania, anche se immagina la risposta

Ti bendo, no? Voglio che per i prossimi 15 minuti tu ti debba affidare solo sugli altri tuoi sensi, ma non sulla vista – esclama Alberto .- e non parlare ma lasciati andare con la mente – e con delicatezza copre gli occhi della ragazza con la sciarpa e la fissa con un nodo alla nuca, lasciandola poi così, seduta, in camicia da notte, sul bordo del letto.

Alberto si avvicina e si china, finchè il loro visi sono a poca distanza tra di loro, Stefania può sentire il respiro del ragazzo, e può quasi intuire, senza guardare, le labbra che si avvicinano alle sue. Così dischiude la sua bocca e si offre all’inevitabile bacio … che non arriva. Arriva invece un bacetto all’estremità della bocca, là dove le due labbra si incontrano, così lei si gira per andare incontro a lui, ma ecco che arriva un altro bacetto sull’estremità opposta, e poi un altro sul labbro superiore, e poi su quello inferiore. Ogni volta lei cerca la bocca di lui, ogni volta questa le sfugge, in una dolce tortura di attese disilluse. Stefania ricorda quando giocava da ragazzina con il suo cocker, mettendogli davanti alla bocca un biscottino e spostandolo ogni volta che il cagnolino allungava il muso per addentarlo; finchè alla fine lei glielo lasciava mangiare. Ma questa volta è diverso, il bacio non arriva, mentre il desiderio monta inesorabilmente., e proprio quando le sembra di stare per ricevere l’agognato premio, quando sente le labbra di lui finalmente sfiorare le sue, i due respiri affannati andare all’unisono, ecco che Alberto la spinge delicatamente fino a farla sdraiare sul letto, e le sbottona la camicia da notte lasciando in evidenza i seni con i capezzoli ormai turgidi e le mutandine bianche.

Stefania sente le mani di lui che le accarezzano il seno, e poi scivolano sulla sua schiena che al leggero tocco si inarca per il desiderio.  Ed è una lunga e dolce tortura sentire, ma non  vedere, la lingua che accarezza i capezzoli , le mani che corrono sulle spalle, sui fianchi, giù fino al  solco che comincia  a separare le natiche.  E poi , mentre le mani non smettono di esplorare il suo corpo, quei baci prima negati vengono diretti sul ventre piatto, fino ad arrivare al sottile elastico delle mutandine.

Il tempo sembra si sia fermato, mentre i baci e le carezze portano Stefania in un mondo pieno di passione e di desiderio, in cui immagini passate si sovrappongono ai desideri sempre più profondi. Alberto sembra leggere nel suo pensiero, anticipa i suoi desideri, la tocca la bacia la sfiora esattamente dove lei vorrebbe, come se tra di loro avvenisse un muto dialogo.

Poi sente le mani sui suoi fianchi, le vede con la mente mentre delicatamente afferrano le mutandine e le fanno scendere, e lei agevola l’operazione sollevando il bacino. Ora è nuda, sul letto, le gambe leggermente divaricate a sfiorare il pavimento, Alberto si inginocchia davanti a lei e finalmente affonda il viso tra le sue cosce.

moscacieca

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