Spelacchio

Lo vedo ogni mattina mentre accompagno mio figlio a scuola, il povero Spelacchio, partito (a quanto pare) in piena forma anche se destinato ad un rapido declino, ed arrivato a Roma dopo che con una specie di eutanasia involontaria la sua agonia è stata fortemente accelerata, come mostrano le due foto a confronto.

E sui giornali, nei telegiornali e sui social si è scatenata una lotta a base di accuse, controaccuse ed ironia (c’è chi ha suggerito di seppellirlo al Pantheon). Ma era proprio il caso di alzare un polverone per colpa di un semplice albero di Natale?

spelacchio

Di certo dietro ci sono rivalse politiche, gli avversari della Raggi usano l’albero per criticare la amministrazione, e il M5S difende a spada tratta l’operato della sindaca. La realtà (e credo di essere oggettivo) è che in effetti al vicenda di Spelacchio nel suo complesso è rappresentativa del modus operandi pentastellato.

Vediamo i fatti, quelli documentabili: il 13 novembre 2017 viene impegnata a bilancio la cifra di 48.677,08 euro  al fine di indire una gara per un valore massimo di 40.000 euro esclusi IVA e altri oneri per il servizio di trasporto, posa in opera,allestimento di un contenitore in legno e cemento di un abete di un’altezza di circa mt 20/22 circa verrà donato gratuitamente dalla Magnifica Comunità di Val di Fiemme – Cavalese. Il tutto da mettere in opera entro il 1 dicembre.

Possiamo dire che qualcuno si è svegliato all’ultimo minuto ed ora fa finta che una gara possa essere bandita ed aggiudicata in meno di due settimane (considerato che una volta aggiudicata, una ditta deve prendere l’abete, portarlo a  Roma e metterlo in posizione entro il 1 dicembre)? Infatti tre giorni dopo,  il 16 novembre, constatato che non c’erano i tempi per una gara (chi lo avrebbe mai detto tre giorni prima?) si decide di andare a trattativa diretta che guarda caso si chiude proprio con una cifra in linea con il budget definito. E per una cifra che è il triplo di quella spesa l’anno scorso.

Insomma, è una piccola dimostrazione di inadeguatezza unita all’arroganza che ormai contraddistingue il M5S a Roma per cui alle critiche si risponde con scuse sempre meno credibili, sottolineando gli insuccessi delle passate amministrazioni (verissime) senza ricordarsi però che loro sono stati eletti perchè erano diversi, perchè dovevano comportarsi diversamente dalle altre amministrazioni, e invece sono uguali agli altri, se non peggio. E a proposito della tanto sbandierata trasparenza del M5S, in effetti non è ancora chiaro se l’albero è stato donato o è stato pagato (da chi?), chi ha sbagliato e lo ha fatto appassire anzitempo, quali erano gli accordi con la ditta che ha firmato il contratto e quale le clausole del contratto stesso. Forse sarà il caso, a gennaio, di ricordare agli uffici comunali che anche l’anno prossimo il 25 dicembre sarà Natale, e forse è il caso di muoversi per tempo per evitare che la storia si ripeta.

 

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