Un’emozione

Correva l’anno 1973, ed io scoprivo il teatro di Giorgio Gaber. Testi e canzoni impegnate, che invitavano a riflettere sulla realtà  che ci circonda, sulle nostre contraddizioni, sulle debolezze umane. Fra le tante me ne viene spesso in mente una, che allora devo dire non capivo più di tanto (ero giovane … perchè anche io sono stato giovane) tanto mi sembrava assurda.
Di quella canzone mi colpiva soprattutto il ritornello, ripreso nella parte finale, che qui riporto:
Un’emozione non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via
Dolce prudenza, ti prego, resta ancora con me
da tanto tempo non soffro grazie a te

 

e che ovviamente non condivido, anche se ne riconosco la fondatezza. Le emozioni sono pericolose, e possono far soffrire, ma una emozione (e qui si parla di emozioni positive) non andrebbe mai buttata via, perchè le emozioni non tornano. Se ne possono vivere altre, nuove, forse anche migliori, ma quelle perse sono perse. E perderle è un grande peccato, anche se il pericolo di doverle pagare, ed a caro prezzo, è sempre dietro l’angolo.
Io credo che quando non avrò più voglia di vivere una emozione, quando diventerò troppo prudente, vorrà dire che sarò morto.

2 pensieri su “Un’emozione

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