L’intrusa

Napoli, ma potrebbe essere la periferia degradata di una qualsiasi grande città, ed un centro ricreativo per bambini che è probabilmente una isola felice in un oceano di desolazione, abbandono e degrado.

Questa l’ambientazione della storia narrata con toni asciutti, anche troppo, una storia che viene descritta senza lanciare nessun messaggio morale, senza stare da una parte o dall’altra. Una storia in bilico tra accettazione e diffidenza che mette a nudo aspetti molto intimi dell’animo umano, e che apre una serie di interrogativi sulla applicazione dei principi sempre e comunque o la loro mediazione con il filtro del realismo.

Ottima l’interprete principale ben coadiuvata da molti visi chiaramente di non professionisti, e bravo il regista a coordinare gli interpreti, grandi e soprattutto piccoli, per tirare fuori delle interpretazioni realistiche ed emozionanti.

intrusa

Non svelerò come andrà a  finire, tra le mamme dei bambini che frequentano il centro ricreativo e la mamma nuova arrivata, l’intrusa appunto, che rappresenta una anomalia nella sua doppia veste di vittima e, sia pure indirettamente, di carnefice. Ma si sa, in queste situazioni alla fine non vince nessuno, neanche chi pare che abbia vinto.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...